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 Una storia in strati

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MessaggioTitolo: Una storia in strati   Ven Feb 13, 2009 10:47 am

Geologia mi ha sempre affascinata ma ancora non ho trovato il momento giusto per approfondire (il verbo giusto in questo caso!). Ogni volta che mi trovo davanti un parete di roccia (un esempio fra tanti) mi sembra di guardare un libro di storia scritto in una lingua sconosciuta. Spero che fra voi "studiosi" Clap riuscirò finalmente a capirci qualcosa. Lancio la palla nella forma di una foto di, appunto, un parete di roccia nei monti Ceriti (monti per dire, visto che non si alzano sopra i 300 m) non lontano da Roma, formati dalle fasi successive di attività vulcanica del distretto vulcanico sabatino (per maggior informazione, sig. Wiki ha questo da dire). Non so se qualcuno si sente di tentare un'interpretazione, anche se ovviamente senza molti più dati rimarrebbe comunque un "gioco fra amici".

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MessaggioTitolo: Re: Una storia in strati   Lun Feb 16, 2009 8:22 pm

sicuramente sono rocce.. Clap grande Andrea Clap
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Salvatore Caiazzo
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MessaggioTitolo: Re: Una storia in strati   Lun Feb 16, 2009 10:25 pm

Ah,ah, bella battuta! Pensa a studiare petrografia, piuttosto... Evil smile
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MessaggioTitolo: Re: Una storia in strati   Mar Feb 17, 2009 4:52 am

Un caso perso No .
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Salvatore Caiazzo
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MessaggioTitolo: Re: Una storia in strati   Mar Feb 17, 2009 10:30 pm

Così a prima vista, di vulcanico hanno pochino, si direbbe più un ambito sedimentario, bisognerebbe avere una visuale più ampia, campioni, lente, acido cloridrico, un geologo..... affraid
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MessaggioTitolo: Re: Una storia in strati   Mer Feb 18, 2009 4:13 am

Leggendo un po' la storia geologica della zona, ci dovrebbero essere strati di sedimentario e vulcanico, indicando le varie fasi dell'eruzione. Ma cercando poi di applicare queste conoscenze sul luogo è tutt'altro che facile.
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Salvatore Caiazzo
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MessaggioTitolo: Re: Una storia in strati   Mer Feb 18, 2009 4:29 pm

Bene. bene, direi quindi strati sedimentari, poi magari più sopra troveremo le fasi vulcaniche, e nelle zone di contatto, qualche metamorfismo... scratch
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MessaggioTitolo: Re: Una storia in strati   Mer Feb 18, 2009 6:35 pm

la parte superiore,non ricorda molto la vecchia cava abbandonata di travertino vosta con il buon Bargossi?? quella in cui si vedeva da una cera angolatura solo il canale vulcanico..quindi potrebbe essere la parte superiore di origine vulcanica..Salvatore??
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Salvatore Caiazzo
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MessaggioTitolo: Re: Una storia in strati   Mer Feb 18, 2009 10:13 pm

AAAAAAAARRRRGHHHHHHH! Travertino???????????? Very sad
Ok, ok, faccio finta di non aver sentito nulla, ma nei Colli Euganei si parlava di Trachite, roccia vulcanica acida tipica di laccoliti...... study
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Elisabetta
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MessaggioTitolo: Re: Una storia in strati   Dom Feb 22, 2009 10:22 am

Andrea???Io e te è meglio che ci dimettiamo fin dal principio da questa sezione...anche perchè ti faccio notare che con le tue intuizioni petrografiche la tua reputazione sta perdendo quota!! Piuttosto lascerei il posto all' inguaribile ossesionato di ...sassi Evil smile !!! Questo ,Marco, è un invito a darci dentro col forum...a partire dalla sezione da te, credo, preferita!!!! Istuisci un po' questi montanari ignoranti riguardo tutto ciò che calpestano!!!!
E non lasciare che solo Salvatore ci umili Sad !!!
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Salvatore Caiazzo
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MessaggioTitolo: Re: Una storia in strati   Dom Feb 22, 2009 10:32 am

Io umiliarvi??????????????? Giammai!!!!!!!!!!!
Io conosco si e no un centesimo di cio che voi conoscete, diciamo piuttosto che quelle quattro cosette che so, le riesco a "vendere" bene......... Innocent
Ed invece io voglio essere da stimolo per voi, cari amici, in modo che, quelle quattro cosette, diventino patrimonio comune. Hug
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MessaggioTitolo: Re: Una storia in strati   Dom Feb 22, 2009 12:29 pm

Marco, Marco, Marco... vogliamo Marco... Cute Cute Cute
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Alessio
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MessaggioTitolo: Re: Una storia in strati   Dom Feb 22, 2009 4:05 pm

Oggi ho visto Marco al carnevale di bazzano con... scratch scratch scratch
Vado a chiedere...Mi dispiace non se lo ricorda più nessuno( il nome della ragazza) No
Erano a prendere le crescentine all' asilo...poi non sò...
Gli volevo chiederte se aveva già scritto qualcosa...
però non giel' ho chiesto.
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MessaggioTitolo: Re: Una storia in strati   Lun Feb 23, 2009 7:54 pm

Marco non si è ancora connesso perchè in questi giorni sta trasportando con un camion rimorchio i "soli" 25 quintali di ghiaie,sassi e minerali che ha rubato dal greto del fiume....ha lasciato anche in sosta vietata la sua gru e il caterpillar per l'estrazione di trachiti,ma domani lo toglie.....
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MessaggioTitolo: Re: Una storia in strati   Mar Feb 24, 2009 6:23 am

Con una presentazione così Marco, non puoi farci aspettare. Dai che c'è uno spazio riservato apposta per il rimorchio e ti do pure una mano a scaricarlo... Pray Pray Pray .
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Alessio
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MessaggioTitolo: Re: Una storia in strati   Mar Feb 24, 2009 4:10 pm

Come presentazione? scratch
L' ha già fatta? confused
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Marco
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MessaggioTitolo: Re: Una storia in strati   Dom Mar 22, 2009 2:11 pm

Vedo che in mia assenza avete "sparlato" bene di me! What a Face

Ebbene, cari amici miei, avete visto giusto!!! Si tratta di un ambito geologico misto. Innanzitutto, leggendo da wikipedia le informazioni su questo complesso vulcanico (da leggere come Rossi direbbe questa parola) ho imparato che si trova tra zone importanti sia dal punto di vista storico-geologico: diciamo che è nel mezzo tra i Monti della Tolfa, i Colli Albani e i Monti Volsini, sedi di antiche e bellissime città etrusche, come anche sito del primo espansionismo romano (dannati romani!!). Per farvi inquadrare meglio la zona, mi sembra opportuno far notare che il Lago Bracciano è nato dallo sprofondamento del tetto del vulcano più importante che c'era. Il rempimento della caldera con acque piovane ha dato origine al lago.

Nella foto che hai messo sono esemplificati benissimo i 3 momenti geologici principali, corrispondenti ad altrettante attività: partendo dal basso (gli strati a pacchi, per intenderci) si hanno rocce sedimentarie, poi metamorfiche da contatto e infine magmatiche. Ma andiamo con ordine.

Le rocce sedimentarie sono suddivise al loro interno con una serie di strati orizzontali, che per la precisione sono 5:

1 - Quello su cui cresce quella bella pianticella in basso a destra, dovrebbe essere un deposito alluvionale di piattaforma continentale, magari frutto di un antico fiume della zona con carattere torrentizio (quindi con alta competenza, ossia capacità di erodere e trasportare detriti, associata ad un bacino idrografico piuttosto ampio; forse si tratta dell'antico corso del Tevere, ma è un'ipotesi azzardata). Qualcuno sa definirmi quella pianticella?

2 - Deposito di particelle verosimilmente meno grossolane, dato lo spessore minuto. A questa risoluzione non si può dire molto però, perchè potrebbero anche essere granuli più grandi ma associati a un fenomeno sedimentario meno potente e più dilazionato nel tempo.
Ce l'hai un'ingrandimento di questa foto, Sarah? Oppure lo riesci a fare a computer, magari zoomando e ingrandendo limitatamente il particolare?

3 - Come l'1
4 - Come il 2

5 - Questo strato è molto più potente degli altri ed ha un colore più biancastro, il che significa povertà d'ossigeno libero tra i minerali, quindi qualcosa di meno organico rispetto agli strati 1 e 3. Molto probabilmente si tratta in tutti e 5 i casi di sedimenti ricchi in carbonati di calcio, classificabili quindi come argilliti* calcarenitiche**.

Perchè povertà di ossigeno? L'unica risposta che mi sento di dare è che lo strato bianco sia il risultato di un evento parossistico di piena fluviale, che abbia portato a mare molti più sedimenti del normale; il loro peso notevole li ha quindi compattati facendo fuoriuscire in un arco di tempo abbastanza breve la maggior parte dell'ossigeno libero, mentre quasi tutte le sostanze organiche rimasero in sospensione a causa dell'elevata velocità presa dai sedimenti in colata. Per questo motivo il sedimento, nel trasformarsi in roccia, non si è ossidato*** e non ha cambiato colore nel tempo.

* Argilliti = riferimento alla grandezza dei granuli; si vede a occhio che non si tratta di ghiaie, nè di sabbie, ma non si può dire se siano argilliti, siltiti o limi. Verosimilmente non si tratta di limi perchè, date le loro quasi inconsistenti dimensioni, restano in sospensione molto a lungo e si depositano lontano dalla linea di costa, mentre qui siamo in piattaforma continentale a media distanza dalla costa (sui 100-200m).
SCALA DI DIMENSIONE DEI SEDIMENTI E CORRISPONDENTE ROCCIA:
- Ghiaie -----> Ruditi o brecce
- Sabbie -----> Areniti e arenarie (non ricordo quale dei due sia il termine generale e quale quello specifico, mi rivolgo a Salvatore per risolvere il dubbio)
- Argille -----> Argilliti
- Silt -----> Siltiti
- Limi -----> raramente subiscono diagenesi (formano rocce coese), data la facilità con cui vengono sempre mobilizzati

**Calcarenitiche = riferimento alla composizione delle rocce sedimentarie, che possono essere carbonatiche, silicee o miste (che è quel che questo termine con 2 asterischi significa)

***Ossidato = riferimento ai cambiamenti di colore che le rocce sedimentarie (e non solo) possono avere: se hanno zonature rosse è quasi sicuramente dovuto a ossidazione del ferro, se hanno invece zonature nere è probabile che ci sia manganese ossidato. Bisogna comunque fare attenzione perchè nelle rocce magmatiche, se una zona rossa o nera presenta una forma delimitata cristalliforme, può non trattarsi di ossidazione ma di un minerale ben preciso (come limonite o anfiboli nel caso rispettivamente di rocce effusive vicine a fonti idrotermali e di tonaliti/graniti). Diagnostiche sono in questi casi le "onde" nelle zone nere o rosse, indicanti fluidi ricchi di minerali che si sono ossidati dopo esser venuti a contatto con la roccia già solida fessurata.


Passando all'ambito metamorfico, si nota che il 5° strato sedimentario (quello bianco, per intenderci) ha nella parte sommitale un iscurimento notevole, e subito sopra ci sono rocce che per ora definisco vulcaniche: questo è metamorfismo che i sedimenti hanno subito al contatto con la prima eruzione della zona, databile sui 600 kaf*. Si possono chiaramente vedere punti in cui il sedimento bianco è "entrato" nella parte più scura. A dire il vero, si trattava del sedimento 5 che poi, però, ha subito in maniera non uniforme un metamorfismo da contatto che ne ha cambiato la composizione (e quindi la litologia) nella parte superiore.

*kaf = si indicano così le migliaia di anni:
Maf ---> miliardi di anni fa
maf ---> milioni " "
kaf ---> migliaia " "


Infine, la zona magmatica presenta due diverse parti, una a piroclastiti e piccole bombe, l'altra a tufi con fessurazione colonnare: e qui si spiegano le fasi del magmatismo etrusco tardo pleistocenico. In basso, a contatto con la roccia metamorfica, abbiamo le testimonianze delle prime eruzioni, in cui il paleosuolo si gonfiò fino a scoppiare per la concentrazione di gas nelle camere magmatiche sottostanti e dando origine ai veri e propri vulcani che ora si trovano riempiti d'acqua (laghi di Bracciano, Nemi, Vico, Lesina, Bolsena ecc). Queste esplosioni furono accompaganate da cadute di ceneri e bombe e con colate piroclastiche come tutti i vulcani acidi* hanno.
Inframmezzate alle esplosioni parossistiche ci sono momenti di piccole esplosioni che non arrecano danni consistenti e periodi seguenti di ricaricamento e inattività, quelli più pericolosi; durante questi periodi, dice inoltre wikipedia (ma qui non si nota), si trovano tracce di antichi suoli**, segno dell'alta fertilità del substrato vulcanico.

Proprio qualche giorno fa io e alcuni miei amici del liceo parlavamo delle fasi del Vesuvio e del fatto che ora sia in un momento di ricarica e che possa scoppiare da un momento all'altro.

Regolarizzato il ciclo vulcanico, al di sopra delle ceneri e delle piroclastiti abbiamo una vera e propria colata (nube ardente) che, essendo a contatto con l'aria relativamente fredda esterna, si è contratta notevolmente dando la caratteristica fessurazione colonnare. Questi si chiamano, con una parola generalizzante e non classificativa, tufi. E proprio questi tufi furono ampiamente impiegati dagli Etruschi per costruire necropoli, città e strade. Pensate solo se la società etrusca non fosse stata organizzata a città stato, il mondo di oggi, e soprattutto l'Italia, sarebbe stato completamente diverso: Roma non avrebbe potuto conquistare Veio nel 396 a.C., prima espansione romana della storia. E da lì non sarebbe nato tutto l'espansionismo romano che 4 secoli dopo portò alla nascita dell'impero mediterraneo più vasto di tutti i tempi.
Piccola nota storica Embarassed

*Acido = il vulcanismo si divide in basico, intermedio e acido, dipendentemente dalla quantità si silice che è presente nel magma; più silice c'è (magmatismo acido), maggiore è la viscosità del magma, maggiore è il carattere esplosivo dei vulcani interessati.
Per fare un esempio chiaro a tutti, il Vesuvio e l'Etna, pur essendo vicini, hanno l'uno un magmatismo acido e l'altro un magmatismo intermedio tendente al basico. Il motivo di questo cambio di composizione (e quindi di provenienza) dei due magmi così vicini, così come il loro incredibile mancato mescolamento, sono da tempo oggetto di studi approfonditi; la causa dovrebbe in ogni caso essere di tipo tettonico: due celle convettive diverse giungerebbero a contatto più o meno sotto la Calabria, ossia a mezza via tra i due vulcani così vicini eppure così diversi.
La diversa direzione di convezione sarebbe la causa dell'immiscibilità dei due magmi.

**Suolo = per suolo non si intende comunemente il terreno su cui si cammina, ma una zona prima di tutto fertile, in cui, andando in profondità, si riconoscono vari orizzonti, come O ed A (fertili) e via dicendo. Una colata lavica, quindi, nel momento in cui è solida e in cui le prime piante iniziano a nascere, non è da considerarsi suolo, ma solo un substrato favorevole alla vita. Quando le piante hanno avuto una serie di cicli biologici per cui, sopra le rocce vulcaniche, si creano uno o più strati organici (gli orizzonti di cui parlavo poco fa), allora si può parlare di suolo. Il processo che porta alla formazione di un suolo è detto PEDOGENESI.

Ultima nota storica: prima dell'eruzione del 44 d.C., il Vesuvio era alto più di 3000m, ora è a quota 1279. Una futura eruzione dello stesso calibro potrebbe addirittura farlo sprofondare sotto il livello del mare, facendo scomparire più di metà Napoli. Speriamo di no
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MessaggioTitolo: Re: Una storia in strati   Dom Mar 22, 2009 4:40 pm

Non ho parole... mi sembra di essermi calata in un episodio di Gaia Cute Banana March Happy dance !!!!
Quanto vorrei riuscire a leggere nel libro della storia della Terra così... chissà se questa non sarà la volta buona che inizio almeno ad imparare l'alfabeto Dance !
Allora, per prima cosa, credo che la pianta sia una semplice Parietaria. Poi per quanto riguarda l'ingrandimento, eccolo, ma purtroppo la foto non è di buona qualità. Era scattata al volo con un ISO alto e il dettaglio non è molto chiaro. Dubito che aggiungerà molto.



Allego anche una foto degli strati identificati con le lettere per aiutare chi legge a seguire la tua argomentazione.



Guardando fra le foto scattate lo stesso giorno, trovo anche quella che posto sotto. Mi sembra di ricordare che era un altro punto sulla stessa parete. Di certo non era molto lontano, ma era più di due anni fa e non mi ricordo il rapporto esatto con la foto precedente Embarassed .



Comunque, mi sta venendo una grande voglia di tornare in quella zona con l'attrezzatura giusta per fare un bel servizio fotografico a quella parete. Vediamo se riusciamo a capire qualche altra cosa Wink .
Un grande Hug a te Marco per ringraziarti per il tuo impegno.
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MessaggioTitolo: Re: Una storia in strati   Dom Mar 22, 2009 5:48 pm

Ti insegnerò volentieri questo albafeto, ma tu insegnami quello delle piante, perchè lì sono completamente negato!! Embarassed

Ti ringrazio molto per le foto che hai aggiunto, mi sono molto utili; però purtroppo hai frainteso la mia numerazione di strati, potresti rimetterli a posto per favore? Lo strato 1 è a posto. Il 2 è la strisciolina sucura tra quelli che tu hai indicato come 1 e 2.
Quindi il tuo 2 è il 3, e la strisciolina tra quelli che hai messo come 2 e 3 è il 4.
Lo strato bianco è i 5.

La mia numerazione è solo per la parte sedimentaria, il resto non l'ho numerato
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Marco
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MessaggioTitolo: Re: Una storia in strati   Dom Mar 22, 2009 6:00 pm

Purtroppo della 3° foto che hai messo ora non riconosco nulla. Rolling Eyes

Ma il dettaglio che hai aggiunto mi fa capire più cose!!! Dance Ecco gli strati spiegati più in dettaglio:

1 - Calcilutite ossidata
2 - Interfaccia sabbiosa
3 - Come 1
4 - Come 2
5 - Calcilutite non ossidata

Non vedo noduli di selce metasomatica, ossia noduli dello stesso materiale con cui venivano fatte le amigdale degli uomini preistorici. Se ci fossero sarebbero date da fluidi acquosi circolanti per le fratture nelle rocce sedimentarie, e sarebbero accompagnate da calcite che, nelle stesse fratture, sarebbe uscita dalla soluzione e avrebbe formato bei cristalli attorno alle pareti delle fratture (come nelle septarie che Salvatore mi ha mostrato e descritto).

Vedo piuttosto una debole piegatura dello strato 3, il che significa che ci sono state notevoli pressioni prima dell prima e grande esplosione.
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MessaggioTitolo: Re: Una storia in strati   Lun Mar 23, 2009 9:21 am

Citazione :
Ti insegnerò volentieri questo albafeto, ma tu insegnami quello delle piante, perchè lì sono completamente negato!!
Ecco una delle tante facce del forum, un luogo di scambio dove tutti hanno qualcosa da insegnare e tutti qualcosa da imparare Wink

Citazione :
però purtroppo hai frainteso la mia numerazione di strati, potresti rimetterli a posto per favore?
Infatti, avevo qualche dubbio ed era per quello che ho messo la foto. Tutto chiaro adesso (spero!). Ecco la nuova foto.



Devo assolutamente tornare al parete al più presto, anche per cercare di collegare le due foto che ho in archivio. Avrò ancora più entusiasmo di prima adesso che ho trovato un insegnante Hug .
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Salvatore Caiazzo
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MessaggioTitolo: Re: Una storia in strati   Ven Set 03, 2010 9:52 pm

Rivedendo a distanza di tempo la terza foto di Sarah, riconosco una sequenza vulcanica, partendo dal basso due strati di polveri vulcaniche (pomici e tufi), il primo in alto sembra basalto, considerando anche le fratture simmetriche.
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Eugenio©
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MessaggioTitolo: Re: Una storia in strati   Lun Feb 14, 2011 9:05 pm

Belle foto Sarah !!

Salva, ieri sera ho incominciato a leggere il libro del Prof.Venturini che mi hai regalato ..... mai al mondo avrei pensato che mi sarebbero piaciute così le storie delle rocce geek


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Salvatore Caiazzo
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MessaggioTitolo: Re: Una storia in strati   Mar Feb 15, 2011 11:53 pm

Sono contento che ti piaccia, e sono sicuro che se avrai occasione di conoscere il prof. i "sassi" ti piaceranno ancora di più!! Dance
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MessaggioTitolo: Re: Una storia in strati   Mer Feb 16, 2011 8:39 am

Da ferrea nemica dei "sassi" Evil smile ...ammetto che il libro "si forma, si deforma, si modella" è proprio bello. Col senno di poi, la cosa più importante che riconosco al prof. (e al suo libro) è proprio la capacità di infondere curiosità... di accompagnarti a chiederti il perchè di ciò che ci sta intorno. In fondo la curiosità è un grande punto di partenza per affrontare una materia che altrimetni potrebbe essere un po' pesantina Wink
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