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 Quanto mi manca

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Fabrizio
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MessaggioTitolo: Quanto mi manca   Lun Mar 02, 2009 6:05 pm

E' una delle più "vecchie" Oasi WWF. Risale agli anni '70 e la sua istituzione bloccò l'inesorabile processo di "bonifica"-malefica, che trasformava tutte le zone umide in coltivi.
Bonifica-malefica perché se in un primo passaggio rese terre alla gente e aiutò ad uscire da una dilagante povertà, risolvendo anche il problema sanitario legato alla malaria, dall'altro, superato un certo limite di zone umide cancellate, ci si accorse della strategica e straordinaria funzione che l'acqua svolge nell'ecosistema (già, non si era pensato...).

Queste foto non sono nulla di che, solo un estratto di una qualunque passeggiata all'interno dell'OASI DI PUNTE ALBERETE (Ravenna).

E allora perché "quanto mi manca" ?
Perché ora l'oasi è una vecchia stanca, che lascia intravvedere la sua bellezza (è stata una perla assoluta del patrimonio naturalistico italiano) ora tale solo per chi non l'ha conosciuta da "giovane".

Poiché vi rattristerei troppo nello spiegarvi quali sono i segni del suo decadimento, vi lascio solo respirare un piccolo frammento della sua aura incantata:

Un approccio leggerissimo, per non farsi sentire...





Immobili, trattenendo il fiato... (Marangoni minori - Phalacrocorax pygmeus)





Rilassiamoci, non pensiamo alle fatiche fuori di qui... (posatoio di Marangoni minori)





Tre scorci della foresta allagata, l'habitat dominante dell'Oasi












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Desirée
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MessaggioTitolo: Re: Quanto mi manca   Lun Mar 02, 2009 6:20 pm

Proprio belle foto, io sinceramete non ci sono mai stata in questa vecchia Oasi ma non posso fare a meno di chiederti come mai non è più quella di una volta? Rolling Eyes
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Roberto
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MessaggioTitolo: Re: Quanto mi manca   Lun Mar 02, 2009 6:21 pm

E' il posto che quando ho iniziato a fotografare natura qualche anno fa mi ha colpito di piu', affascinante, con quella splendida foresta allagata e quel capanno che tanto mi piaceva per quel piccolo teatro naturale che si apriva davanti.
La possibilita' di vedere l'airone rosso, ancora per me raro altrove, una spatola, il marangone, la garzetta pazza che veniva fin sotto il capanno....non ci vado da un paio di anni, la seccatura di non poter lasciare tranquillamente la macchina parcheggiata fuori pena furti molto probabili e anche l'insicurezza di addentrarsi da soli con attrezzatura costosa me l'ha fatta abbandonare.
Proprio ieri mi e' arrivata notizia dell'ennesimo furto a danno di un noto bw ravennate a cui è stato teso un vero proprio agguato con tanto di taglio di una gomma dell'auto li' vicino.
un vero peccato che secondo me si poteva evitare anche abbastanza facilmente con un minimo di controllo e di prevenzione da parte delle forze dell'ordine
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MessaggioTitolo: Re: Quanto mi manca   Mar Mar 03, 2009 7:38 am

Citazione :
Poiché vi rattristerei troppo nello spiegarvi quali sono i segni del suo decadimento, vi lascio solo respirare un piccolo frammento della sua aura incantata:
Carissimo Fabrizio, anche se tristezza è il rischio, è difficile resistere alla tentazione di andare oltre l'incanto davanti la bellezza del luogo per indagare il suo malessere. Roberto ha accennato ad un aspetto, quella della sicurezza, e capisco perfettamente le sue preoccupazioni che condivido in pieno girando nella mia Riserva Naturale sul litorale romano. Però, immagino che ci sono anche molte altre problematiche responsabili per la sua "stanchezza". So che non hai nemmeno il tempo per respirare in questo periodo, ma se trovi due minuti per buttare giù quattro righe, credo che sarebbe prezioso per iniziare a capire quanto sono fragili queste piccole tessere nel mosaico. Effettivamente una delle cose sconvolgenti della situazione attuale è che mentre esistono in Italia più di mille aree "protette" coprendo più dell'11% del territorio italiano (dal sito di Parks.it), la salvaguardia effettiva nel senso largo è decisamente disomogenea e a volte del tutto ipotetica.
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Alessio
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MessaggioTitolo: Re: Quanto mi manca   Mar Mar 03, 2009 12:40 pm

é proprio una zona malfamata!
Bisogna stare attenti ad andarci! Suspect
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Fabrizio
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MessaggioTitolo: Re: Quanto mi manca   Mar Mar 03, 2009 3:06 pm

Okay, me lo sono cercato. Però non volevo portare questo tipo di "denuncia" qui dentro, perché se lo facciamo tutti, piangiamo tutto il giorno.

Punte alberete, per il suo habitat praticamente unico e residuale di quello che doveva essere un sistema esteso della foresta planiziale allagata (un altro lembo rimane incluso all'interno di Bosco Mesola), era un crogiuolo di biodiversità (più tecnicamente: ricchezza specifica).
Tutte le specie di insetti e piante acquatiche possibili per la latitudine e l'habitat, uccelli rarissimi, ANFIBI con vere rarità come la Rana di Lataste, ma anche abbondanza di rane e rospi di ogni specie.

Io, quando adolescente godevo di scarsa mobilità, mi recavo lì con la moto quotidianamente, era praticamente l'unico luogo che conoscevo. Ogni mese cambiava d'abito e ognuno era magico. I fossi trasparenti come acquari a cielo aperto brulicanti di ogni forma di vita, i sentieri agevoli ma non troppo, un festival di canti di uccelli e di profumi di muschio, di acqua, di legno.

Problema di fruizione. Verissimo, anni di "lassismo" e disinteresse da parte delle forze dell'ordine riguardo al problema, ne hanno fatto il luogo preferito per i topi d'auto (specie che NON appartiene ai roditori quindi non alza la ricchezza specifica). L'unico modo per sperare di non subire danni è parcheggiare nei pressi della prostituta che quotidianamente esercita in una zona del grande parcheggio il cui protettore ammette mal volentieri gli zingari e i ladruncoli a danno dei clienti.

Problema ecologico. La fauna dell'ambiente acquatico (piante, anfibi, insetti) si è ridotta ad una sola specie: il Gambero della Louisiana. Un flagello alloctono che:
1) divora di tutto quello che si muove poco (uova di anfibi in primis)
2) mobilizza il fondo intorbidendo l'acqua
3) elimina la vegetazione (quella che non muore per la mancanza di luce)
4) diventa l'unica specie

D'altra parte diventa anche una risorsa alimentare per gli uccelli, primi fra tutti i Pelecaniformi (cormorani) e Ciconiformi (aironi, spatole, ecc...) che sono aumentati notevolmente dando un'impressione di elevatissima biodiversità (che anche se di tutto interesse, si limita ad un certo tipo di avifauna).

Problema idraulico. Per anni il sistema di giro delle acque è stato inidoneo a causa di stupidi bisticci e scarico di responsabilità fra gli enti e le lobby varie, portando ulteriori problemi di aumento della salinità (perdita di piante importanti e microfauna) e mancanza di ricircolo.

Fatto stà, che la biodiversità complessiva è crollata, che i fossi sembrano scoli scuri, che alcune delle specie più sensibili (e isolate, data la mancanza di contesti simili per un ampio raggio attorno) sono perse per sempre.

Ma rimane stupenda (anche per me, se cerco di non pensare a com'era prima), perché la magia che infonde è data dal contesto generale.

Peccato che per visitarla costi un finestrino e due pneumatici.
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Roberto
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MessaggioTitolo: Re: Quanto mi manca   Mar Mar 03, 2009 4:58 pm

grazie Fabrizio per la spiegazione Sad
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Desirée
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MessaggioTitolo: Re: Quanto mi manca   Mar Mar 03, 2009 8:22 pm

Cavoli, davvero triste ma non si può proprio fare niente per riparare un po'?
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MessaggioTitolo: Re: Quanto mi manca   Mer Mar 04, 2009 6:44 am

Grazie mille Fabrizio per questa spiegazione, più o meno come immaginavo. Hai ragione, è triste, doppiamente perché effettivamente basterebbe la volontà politica (con "p" e "P") per risolvere buona parte dei problemi. E' importante di rendersi conto di queste realtà, ma altrettanto importante di non farsi prendere dallo sconforto al punto di non riuscire più a percepire e comunicare quella natura forte, bella e emozionante che rimane. Come qualcuno molto saggio mi ha scritto l'altro giorno (spero che non gli dispiace se condivido le sue parole anche con voi ma sono troppo importanti di lasciarle nascoste nel mio disco rigido)... "Gli scempi dell'uomo sono davvero innumerevoli. Ma se li rincorri ti distruggi perché finirai prima tu di loro. Osservare per capire, ma non per essere trascinati nella loro marea negativa. Quindi più che piangere la natura che scompare dobbiamo continuare a cantare la natura che ancora c'è".
Spero che quando avrai un momento, condividerai con noi altre immagini di questo posto da favola Pray e direi anche... che dite di aggiungerlo alla nostra lista di escursioni possibili?
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Fabrizio
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MessaggioTitolo: Escursione possibile   Mer Mar 04, 2009 11:29 am

Sarebbe un vero onore potervela presentare di persona. L'Oasi, anche se ferita, è viva e ha bisogno di anime positive e sensibili che la percorrano e le massaggino la schiena.
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Marco
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MessaggioTitolo: Re: Quanto mi manca   Dom Mar 22, 2009 12:29 pm

già, sono d'accordo con te sarah, anche a me è capitato di pensare a quel che non c'è più, e lo sconforto è la prima cosa che ti salta addosso. come quando ho letto, anni fa, che, il giorno prima della realizzazione dell'invaso di una diga nella foresta amazzonica, uno zoologo aveva scoperto una specie endemica di passeriforme. tra l'altro, molto carina, col becco a punta larga e le penne violacee. il giorno dopo era estinta, causa allagamento della valletta in cui viveva, ora sede di un'industria idroelettirca...

provare questo tipo di sconforto è normale nella vita e, almeno nella mia esperienza di adolescenza, è stato importante sentirlo perchè ti fa sembrare di toccare il fondo; non importa se la causa nasce da se, da persone a cui si è legati o da fattori esterni (come in questo caso la natura depauperata). rimane un sentirsi fuori posto, un dire: "ma perchè abbiamo un cervello così evoluto se poi facciamo di questi danni?".
poi magari pensi: "beh, dai, al massimo tra 3 milioni di anni ci estinguiamo", che nel confronto a quel che la terra ha ancora da vivere è un'inezia.
conclusione: "e se le nostre specie discendenti saranno ancora più dannose di noi?"

ma alla fine la forza di ripartire e di metabolizzare queste esperienze negative c'è e ci deve sempre essere.

penso che questo basti a far capire la sensazione di cui parlavi, ma ora basta coi rimpianti. per fortuna di biodiversità nella fotesta amazzonica e in innumerevoli altre parti del mondo ne rimane un bel po', ed è quel che dobbiamo studiare e difendere come naturalisti e come persone (anche se, per lo spirito che c'è nel nostro gruppo, siamo tutti naturalisti indipendentemente se ne frequentiamo la facoltà oppure no)

per quel che immagino, le parole che hai citato sono abbastanza sagge da poter essere state dette da salvatore, ma la mia è un'ipotesi! Innocent
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MessaggioTitolo: Re: Quanto mi manca   Dom Mar 22, 2009 4:47 pm

Citazione :
per quel che immagino, le parole che hai citato sono abbastanza sagge da poter essere state dette da salvatore, ma la mia è un'ipotesi!
Avrebbero potuto benissimo essere, ma in questo caso no, non sono di Salvatore. Sono comunque le parole di uno di noi che per rispetto della sua modestia, non svelo Wink Hug !!
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MessaggioTitolo: Re: Quanto mi manca   Dom Mar 22, 2009 7:53 pm

complimenti a lui in ogni caso allora! Happy
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MessaggioTitolo: Re: Quanto mi manca   Mar Mar 24, 2009 8:16 pm

Punte Alberete

un posto incredibile...c'è acqua ovunque, e alberi che nascono, crescono, muoiono, tutto nell'acqua e poi c'è verde, c'è azzurro, giallo, rosso, arancione, e poi c'è vita...tanta, tutta immersa in un paesaggio da favola.
Tu cammini su queste lingue di terra, sembra di essere su quelle passerelle, a Venezia, quando l'acqua è alta e copre tutto.
Non capisci bene perché ci siano, gliele deve aver messe per forza qualcuno, come a Venezia, ma poi te ne dimentichi...prosegui, cammini...e ti perdi.
Una volta era pieno di posti come Punte Alberete, una volta di paludi era pieno, ed erano immense...ora non ci rimane che questo piccolo residuo, ma non lo vede nessuno, un'immensa strada vi passa in mezzo, ma nessuno si ferma.
Non sapevo dei problemi legati ai topi (quelli d'auto), sapevo dei gamberi, delle nutrie, delle povere e magnifiche Emys orbicularis, ma dei rischi che si possono o che la propria auto o la propria attrezzatura possono correre fermandosi ad ammirare quella meraviglia non ne ero al corrente.
Un vero peccato...
Bè...metto anch'io qualche piccola foto di quei posti, con la speranza che un giorno possiate visitarli anche voi e tanti altri con voi, con la speranza che questi posti, come tanti altri possano essere valorizzati, rispettati e conservati adeguatamente...











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MessaggioTitolo: Re: Quanto mi manca   Mer Mar 25, 2009 4:40 am

Bellissima descrizione Matteo, che però lascia un retrogusto d'amaro.

Citazione :
e poi c'è vita...
Per noi, arrivati qui proprio perché guardiamo il mondo con occhi diversi, quelle parole semplice hanno un significato così profondo che acquistano quasi una forma di sacralità. Anzi, togliamo pure il "quasi". Invece la stragrandissima maggioranza delle persone guardando quel fazzolettino del pianeta si chiederebbero e ci chiederebbero... ma a cosa serve? Che utilità ha per me in primis, poi per gli esseri umani in generale? Cosa gli rispondiamo? Borbottiamo qualcosa sulla ricca biodiversità delle zone umide? Ma la biodiversità, a cosa serve?
Insomma, a noi davanti "la vita", non ci verrebbe mai in mente di chiedere a cosa serve. Non perché conosciamo, non perché abbiamo trovato la risposta nei libri di scuola o università, ma perché la sentiamo qui... dentro... nel cuore e nella pancia. Nello stesso identico modo che si sente l'innamoramento. E quando vediamo "la vita" trattata male e senza rispetto, sfruttata se serve, eliminata quando non serve più... allora, una ferita si apre anche dentro di noi.
E' una reazione talmente spontanea, talmente fisiologica, che non è sempre facile di spiegare a chi non lo sente perché è così importante di salvaguardare la natura, la vita, adesso che soprattutto qui in Europa (ma non solo) siamo arrivati al punto di parlare non di specie, ma di habitat interi a rischio di estinzione, con le dune e le zone umide al primo posto.
Per gli innamorati della natura, le battaglie sono infinite ed è giusto combatterle, senza però farsi abbattere per gli insuccessi, perché le forze dall'altra parte sono davvero a dismisura. Però, credo che per noi, la vera battaglia di oggi e domani è per il cuore e per l'anima della gente comune, con la speranza di creare intorno a noi un esercito sempre più grande di innamorati che non chiedono più "a che serve la natura" perché lo sentono nella pancia.
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MessaggioTitolo: Re: Quanto mi manca   Mer Mar 25, 2009 12:10 pm

Complimenti per quel che dici Sarah, sei arrivata proprio al nocciolo della questione. Perchè salvaguardare queste zone... la risposta per me è una sola: perchè la vita, non importa di chi sia, è il primo valore da rispettare. Alla faccia, poi, di chi dice che l'essere umano è superiore alle altre forme viventi, sia che il motivo sia economico, sia che sia religioso, sia che sia utilitaristico.
Tralasciando gli aspetti di pure sopravvivenza, la vita va rispettata. Punto.
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